Gli
Eventi

L’orto di Gottfried nasce nel 2019 come progetto di ricerca per la tesi di laurea Magistrale di Matteo Trivella (Relatore Prof. Marco Valenti). È una zona ortiva sperimentale in cui vengono coltivati ortaggi ed erbe descritti dalle fonti del periodo altomedievale.

L’orto sperimentale si estende su una superficie totale di circa 50 mq ed è composto da ventisette aiuole quadrangolari, cinque aree per la coltivazione in piano e cinque aiuole circolari esterne.

La struttura del forno da pane non è attestata nello scavo archeologico di Poggibonsi.

L'annesso funzionale è un magazzino-granaio, di forma rettangolare, collocato vicino alla grande capanna dominica.

Ricorda una palafitta con un pavimento sopraelevato dal terreno per proteggere le scorte di cereali dall'umidità. L'ingresso è posto lungo il lato nord a cui si accede tramite una scala di legno.

Oltre che nel sito di Poggibonsi, un granaio simile e con cronologia affine è stato scavato a Montarrenti, anch'esso sopraelevato, ma con una grandezza superiore.
Altri confronti per il granaio provengono poi da contesti francesi di villaggi di età carolingia.

La capanna C01 è una struttura abitativa con una forma elittica su un lato, caratterizzata da una particolare tecnica costruttiva; lo scavo ha infatti permesso di riconoscere una canaletta che fungeva da trincea per fondare gli elevati.

All'interno la capanna era divisa in due navate, era presente un focolare interno alla struttura e all'esterno c'era un'area ortiva chiusa da una recinzione.

Nell'archeodromo la capanna è abitata da Ermentrude, sposata con il contadino Bodo e madre di Wido e Gerberto.

La struttura in legno e terra C39 si colloca di fronte alla capanna del falegname Johannes, al lato del granaio e chiude a sud-est la corte che affianca la longhouse.

La planimetria è quasi certamente rettangolare, ma lo scavo non ha permesso di stabilire con certezza le dimensioni della struttura.

Anche il dettaglio della struttura portante, chiaramente in armatura di pali, è interpretabile solamente in via ipotetica.

Capanna di forma rettangolare ad uso misto, ovvero che svolge sia una funzione abitativa, sia artigianale. Dallo scavo del focolare interno, collocato al centro della struttura, sono stati rinvenuti resti vitrei e distanziatori ceramici; indizi che lasciano intendere un suo utilizzo a carattere produttivo/artigianale.

Poco distante da questa struttura è stata riconosciuta una piccola fornace per ceramica, che parzialmente riutilizza un pozzetto tardoantico in muratura.

La ricostruzione della longhouse ha impegnato circa 3 mesi a partire dal 1 luglio 2014.

La struttura, al momento dello scavo, si presentava in buono stato di conservazione permettendo una lettura interpretativa abbastanza dettagliata per planimetria e articolazione. Era un grande edificio a forma di barca a due navate – tipo così definito dalla letteratura specialistica – accuratamente pianificato, con un lato quasi seminterrato per livellare e dimensioni di circa 16 x 8,5 m.

LE ARTI DEL FUOCO
DOMENICA 1 MARZO 2020, ore 14.30 – 18.00
ARCHEODROMO DI POGGIBONSI (SI)

Come si accende un fuoco con i metodi antichi? Perché è stato fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo dell'umanità?
Il Villaggio Carolingio rivive le attività e i mestieri che utilizzano il fuoco come elemento fondamentale.
Il fabbro, la tintrice, il fonditore, il fornaio e tanti altri vi sveleranno i segreti delle loro arti e vi faranno visitare il villaggio in un viaggio indietro nel tempo di oltre 1200 anni.

Presentazione del libro "L'ARCHEODROMO DI POGGIBONSI. UN VIAGGIO NELL'ALTO MEDIOEVO" di Marco Valenti
Bibliotheca Archaeologica, 54, Edipuglia, Bari

SABATO 1 FEBBRAIO 2020 ore 17.00
SALA SET - TEATRO POLITEAMA DI POGGIBONSI

Presentazione a cura di:
- Dario Ceccherini

Interverranno:
- David Bussagli, sindaco di Poggibonsi
- Andrea Frosini, sindaco di Monteriggioni
- Nicola Berti, Assessore alla Cultura di Poggibonsi

LA VITA NEL IX SECOLO
DOMENICA 26 GENNAIO 2020, ore 14.00 – 17.00
ARCHEODROMO DI POGGIBONSI (SI)

E' domenica e al villaggio la vita scorre tranquilla con tutti gli abitanti impegnati nelle loro attività.
Il dominus Razo, ormai in procinto di partire per la chiamata alle armi dell'imperatore Carlo, ha messo al lavoro tutti i suoi servi per soddisfare i propri bisogni e quelli della sua famiglia.

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